26
feb

Nelle Terre Perdute

   Posted by: Sergio   in Racconti Brevi

“Da Gray Alys puoi comprare quello che vuoi. Ma è meglio di no.”

Inizia così il terzo racconto de I Re di Sabbia, anch’esso molto breve. La storia ritrae l’avventura di Gray Alys, una mercante famosa per esaudire sempre le richieste dei suoi clienti seppure poi raramente essi siano realmente contenti di ciò che hanno desiderato. Il cliente questa volta per Gray Alys è la reggente della sua città, lady Melange, che le chiederà di potersi trasformare in lupo. Così la mercante partirà in compagnia di una guida per le Terre Perdute, una sconfinata desolazione piatta battuta da venti gelidi. Il suo obiettivo è trovare un lupo mannaro per eseguire la richiesta della sua cliente.

Questo racconto mi è piaciuto molto per i contenuti e la morale che c’è dietro la storia. I risvolti del racconto in sè sono abbastanza scontati, almeno nella prima parte, ma il significato dietro la storia è molto bello e originale. Sul finale sicuramente si riprende molto rispetto alle prime pagine.

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25
feb

Il Drago di Ghiaccio

   Posted by: Sergio   in Racconti Brevi

Secondo racconto della raccolta I Re di Sabbia di George R.R. Martin. Ci troviamo questa volta in un’ambientazione di fantastica invece che futuristica. Il racconto si sviluppa in un mondo afflitto da una guerra tra l’impero e il suo nemico (di cui non se ne parla mai). Questa guerra viene combattuta su entrambi i fronti da eserciti che vantano tra le loro fila parecchi cavalieri dei draghi, ossia guerrieri che hanno ammaestrato e cavalcano quelle creature.

La protagonista del racconto è Adara, una bambina dell’inverno come viene spesso definitiva. E’ nata durante un inverno molto rigido, e sua madre è morta durante il parto. Lei dal canto suo è una bambina molto fredda, sia come sentimenti che come temperatura corporea. E’ l’unica a riuscire a tenere in mano senza farle sciogliere le lucertole di ghiaccio ad esempio, ed è l’unica in grado di toccare il drago di ghiaccio senza rimanere congelata. Il drago di ghiaccio è una creatura che fa la sua comparsa d’inverno e lo prolunga rendendolo più rigido, motivo per il quale è molto temuto dalla popolazione. Per Adara non è così: lei aspetta ogni anno il suo drago per poterlo cavalcare. La storia prende una svolta cruciale quando è ormai chiaro che il nemico dell’impero sta avendo la meglio. Il villaggio della famiglia di Adara è vicino alle linee nemiche che avanzano sempre di più. Lo zio della bambina, che è un cavaliere dei draghi al servizio dell’impero, insiste perchè la sua famiglia lasci il villaggio prima dell’arrivo dei draghi nemici, ma Hal, il padre di Adara, si rifiuta considerando la sua terra qualcosa di sacro. Alla fine alcuni cavalieri dei draghi nemici arriveranno al villaggio quasi del tutto evaquato, e Adara giocherà un ruolo importante e che la muterà profondamente in questa vicenda.

La storia forse non è delle più originali, soprattutto come sviluppo più che come ambientazione, ma è davvero bella e commovente. Merita di essere letto, anche perchè è un racconto molto breve. Risulta molto scorrevole e la visione a tratti bambinesca ricorda un po’ lo stile dei primi capitoli incentrati su Arya nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

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23
feb

Command & Conquer Red Alert 3

   Posted by: Sergio   in Videogiochi

ra3logoHo provato la scorsa settimana questo, come viene definito questo stile di giochi, RTS (Real Time Strategy), ossia strategia in tempo reale. Per definire alla svelta il genere, sono giochi strategici in cui bisogna costruire edifici della propria base che danno accesso ad unità e opzioni via via più avanzate, e raccogliere risorse per la fabbricazione. Lo scopo del gioco è distruggere il nemico (che nel mentre fa lo stesso) oppure raggiungere determinati obiettivi.

Il gioco prende luogo come consuetudine della serie nella battaglia tra Alleati e Sovietici. Inizia con un vantaggio netto degli Alleati, a cui i Sovietici rispondono utilizzando la macchina del tempo per cambiare il corso degli eventi. Così facendo nel presente la situazione si è invertita completamente, ed è entrata in scena una nuova potenza: l’Impero del Sol Levante. Potremo quindi scegliere tra tre potenze questa volta, e ogni campagna presenta le sue missioni interevallate da spezzoni di filmati parlati e tradotti anche in italiano.

Io ho completato solo la campagna degli Alleati. Francamente non mi è piaciuto moltissimo, ma è parecchio tempo che non mi piacciono più gli RTS. Forse l’ultimo che ho apprezzato è stato Red Alert 2. Il motivo è che sono diventati scomodi da giocare, le proprie basi occupano un sacco di spazio sullo schermo, le unità anche e il risultato è che è molto meno giocabile imho. Red Alert 3 tra l’altro aggiunge una non trascurabile mancanza a livello di intelligenza artificiale: quando si muovono molte unità assieme o le si manda su punti sopraelevati della mappa come ponti e simili, spesso il risultato è uno sfacelo.

I lati positivi che ho notato sono due: il primo è la difficoltà, non è proprio banalissimo, e il secondo è la possibilità di affrontare la campagna in modalità cooperativa. Questo è piuttosto interessante anche se non ho avuto modo di provarlo, o almeno lo è per me che sono un fanatico del co-op in questo genere di giochi.

In definitiva lo reputo un titolo mediocre, resto dell’idea che se a qualcuno piacciono gli RTS gli conviene darsi ai cari vecchi titoli del passato: i primi Command & Conquer, Warcraft II, StarcraftDune II :D Mi permetto di aggiungerci Warcraft III, che nonostante sia afflitto dai mali degli strategici dei giorni nostri che ho su esposto, ha veramente una miriade di modalità di gioco divertenti che esulano dal classico RTS.

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20
feb

La via della croce e del drago

   Posted by: Sergio   in Racconti Brevi

Il primo dei racconti di George R.R. Martin raccolti nel volume I Re di Sabbia. Avevo promesso di iniziarlo a gennaio, ma i miei buoni propositi vanno sempre a farsi benedire :D

Comunque eccoci qui, questo primo racconto è abbastanza corto, una ventina di pagine all’incirca, ma l’ho trovato abbastanza bello. E’ proiettato nel futuro in cui l’umanità ha colonizzato altri mondo e vive a stretto contatto con un’altra razza aliena. In questo futuro la chiesa cattolica risulta essere particolarmente sviluppata e potente, impegnata alla caccia alle eresie. Il protagonista infatti è un cavaliere inquisitore che viene mandato su Arion, un mondo in cui un’eresia che vede rivisitata la figura e la storia di Giuda ha trovato parecchi proseliti tanto da superare numericamente i cattolici. La via della croce e del drago è il testo sacro di questa eresia, ed è un nome che torna piuttosto ricorrentemente nelle pagine del racconto.

Il breve racconto è incentrato principalmente sulla discussione tra il profeta di questa nuova religione e il cavaliere inquisitore andato per smentirla e farla decadere. Devo ammettere che lo stile fantascientifico di Martin non è che mi piaccia molto, almeno per quello che ho letto qui e nella raccolta Le Torri di Cenere, ma in questo racconto si sente poco essendo molto discorsivo. E’ interessante la trasposizione nel futuro e ingigantita di una realtà della chiesa che per alcuni potrebbe non essere così distante dalla realtà attuale, è un racconto che sicuramente può far indignare certi tipi di persone e farne sorridere altre. A me personalmente non ha detto eccessivamente a livelli di contenuto, l’ho soltanto letto con piacere e ho apprezzato l’idea alla base dello scritto.

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18
feb

NwN2 – Prime esperienze online

   Posted by: Sergio   in Videogiochi

Eccomi qui con le prime impressioni dopo la seconda giocata online a Neverwinter Nights 2. Premetto che ho giocato su un modulo ospitato da amici (rimando al blog Facciamo Campo di cui trovate il blogroll anche in basso) e non ho ancora provato nessun server, ma non penso cambino di molto le tematiche tecniche.

Trovo il motore un po’ più “goffo” del primo capitolo del videogioco, forse è solo questione d’abitudine però. Con goffo intendo nei movimenti del personaggio principalmente, mi sembra che siano un po’ meno controllati. Altra cosa che sicuramente non mi piace è che le aree le passi tutto il gruppo assieme, ma questa non so se è un’impostazione del modulo o no. Non mi piace perchè in un ipotetico dungeon non si potrebbero mandare avanti ladri o maghi in avanscoperta, ma magari proverò anche qualche server per vedere se è effettivamente così. Altra piccola pecca, mi sono accorto solo ieri che forse non si possono scegliere i portaritratti del proprio personaggio. Anche qui necessito di documentarmi meglio, ma se è così per me, che sono un amante di queste piccole personalizzazioni dette anche fronzoli inutili, diventa un grosso punto a sfavore.

Ora che ho parlato di tutte le cose negative, parlo un po’ di quelle positive. La grafica è molto bella e di gran lunga coinvolgente di quella del primo NwN. Lo si sente soprattutto nelle aree all’aperto, che riescono ad essere veramente splendide senza essere eccessivamente pesanti durante il gioco. Essendo poi basato su D&D 3.5 e non 3.0, c’è anche molto più equilibrio quando si combatte e ciò lo trovo abbastanza importante.

Per tirare le somme, lo trovo un buon motore per il gioco online. Un ottimo motore che poteva essere migliore (perfetto?) se si tenevano ben presenti alcuni accorgimenti che si possono ritrovare anche nel suo predecessore.  Magari darò ulteriori dettagli dopo averlo provato su un server vero e proprio, ma è qualcosa che può richiedere un po’ di tempo attualmente.

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16
feb

Le Querce di Albion

   Posted by: Sergio   in Libri

quercealbiongQuesto libro appartiene al ciclo di Avalon, il secondo in ordine di pubblicazione ma che in molti consigliano di leggere per primo. E’ infatti l’antefatto del primo libro, le Nebbie di Avalon.

Il libro ruota attorno a due personaggi principalmente: Gaio, un soldato romano, e Eilan, una sacerdotessa britanna. Ci troviamo quindi in una britannia parzialmente invasa dall’esercito romano, con conflitti intestini tra chi vorrebbe combattere questi invasori e chi invece vorrebbe trovare il modo di convinvere con la nuova realtà.

La storia inizia con Gaio che cade in una trappola per cinghiali e viene salvato da Eilan e la sua famiglia. Tra i due sboccia un amore impossibile, attorno a cui ruoterà tutto il romanzo.

A livello di trama mi è piaciuto parecchio, trovo anche molto ben approfondite le descrizioni delle tradizioni celtiche. I personaggi sono ben caratterizzati e tutt’altro che banali, hanno una buona psicologia che si allontana un bel po’ dagli schemi convenzionali, subiscono una crescita psicologica nel corso del romanzo davvero notevole. La trama è davvero bella, non banale e molto ben strutturata. Ci ritroviamo finalmente a che fare con personaggi anti-eroi (come li definisco io, erroneamente probabilmente :D ), non nel senso che siano strettamente malvagia, ma piuttosto che non sono capaci di tutto. Persone normali tutto sommato con i loro problemi e i loro limiti, e sono i tipi di protagonisti che preferisco personalmente.

L’unica pecca è lo stile narrativo, che non saprei se definire se diretto da un narratore universale oppure no. Capita spesso nel corso dei capitoli che il punto di vista si sposti da un personaggio all’altro, anche all’interno dello stesso capoverso talvolta. La chiamo pecca perchè non è uno stile che mi piace molto in verità, preferisco capitoli ben distinti.

Volevo iniziare un po’ a segnare i personaggi che mi piacciono particolarmente dei libri che leggo, e in questo quelli che ho preferito sono state Caillean e Dieda.

Tirando le somme è un libro che consiglio a chi piace tutto ciò che è celtico, e anche a chi piace la storia passata in sè perchè è trattato molto bene lo spessore storico.

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12
feb

Record of Lodoss War

   Posted by: Sergio   in Anime, Manga

Oggi voglio parlare di questo anime e manga, è da un po’ che ho voglia di scriverne in realtà. Ne parlo un po’ in generale perchè come vedremo tra poco ci sono due serie animate (che ritrattano la stessa parte della storia, non sono consequenziali) e diversi manga. Io ho visto le due serie e letto buona parte dei manga, non ho mai avvicinato i videogiochi invece. Lodoss comunque ci offre un’ambientazione fantasy molto bella a mio dire, un’isola considerata maledetta da quando si è staccata dal continente in seguito allo scontro tra la dea della luce e delle tenebre. Lodoss è divisa in svariati regni e per un motivo o per l’altro (svelati durante la trama, quindi qui non li tratto) è continuamente divisa da conflitti. In questa realtà nasce Parn, figlio di un cavaliere che vuole seguire le orme del padre. Lascia il suo villaggio con Etoh, un sacerdote, e farà presto gruppo con un mago e un guerriero nano che diventerà il suo maestro d’armi. A loro si aggiunge in coda Deedlit, personaggio femminile principale, un’elfa capace di invocare gli spiriti della natura. Poco puntate dopo il gruppo viene completato da Woodchuck, un ladro incallito ma dal cuore tutto sommato buono. Chi gioca a Dungeons & Dragons avrà riconosciuto lo schema classico del gruppo d’avventura, e difatti Lodoss nasce un po’ con questo presupposto: una sessione di d&d trasformata in un anime. Si uniranno anche Shiris e Olson, due mercenari, che sono tra l’altro il punto focale delle divergenze tra le due serie animate. Dal lato dei malvagi abbiamo Ashram, un cavaliere nero al servizio dell’imperatore Beld, che viene subito mostrato come sì violento e malvagio, ma anche molto onorevole. A lui è affiancata Pirotess, un’elfa scura.

Entriamo un po’ più nel dettaglio e partiamo dall’anime: sono due serie slegate e con una trama diversa. La prima è uscita nel ’90 ed è focalizzata prevalentemente attorno al cavaliere Parn e la sua compagna elfa Deedlit. La seconda invece inizia ancora ritrattando le vicende di Parn e Deedlit, ma poi fa’ un salto temporale e passa a mostrare le avventure di Spark e del suo gruppo. Nella prima parte le due serie sono in completo contrasto sotto certi aspetti e certi risvolti della trama, ma reputo la seconda decisamente più affidabile rispetto al fumetto (sempre che il fumetto non sia uscito dopo, non saprei proprio). Nella seconda serie Spark e compagnia incontreranno e collaboreranno con il gruppo di Parn che sarà decisamente più adulto e già affermato come eroe. Personalmente a me è piaciuta molto di più la seconda serie (e qui rischio il linciaggio degli appassionati :D ), sia come personaggi che come trama. Come personaggi a Spark si affiancano Garrak e Leaf, due mercenari assoldati per assistere Spark nella sua ricerca, Aldonova, un mago al servizio del regno, e Greebus, un nano sacerdote del dio della guerra. In seguito completeranno il gruppo Ryna, una ladra che si affianca inizialmente solo per vendicarsi degli elfi scuri, e Neese, giovane sacerdotessa di Marfa nipote di una dei sei eroi leggendari.

Segnalo anche la presenza di 4 oav: La Leggenda di Crystania. Questi prendono spunto dall’esodo di Ashram con la sua gente, che lo porta a Crystania. Vedranno un nuovo gruppo in cui si inserirà occasionalmente Pirotess. Ma sinceramente non mi son piaciuti più di troppo, soprattutto a livello di trama.

Come manga ho avuto la fortuna di leggere la versione americana. Oltre a quello mi sono piaciuti molto anche i tre volumi intitolati “La Storia di Deedlit” (si spiega da sè di cosa tratta), e i due de “La Guerriera di Pharis” che parla invece dell’antefatto in cui Beld e compagnia sono diventati i sei eroi leggendari. Non mi dilungo molto nel raccontare la trama perchè ricalca molto la seconda serie dell’anime, quindi vale quanto ho detto sopra.

Tra i personaggi preferiti ci sono sicuramente in primis Leaf, mezzelfa del gruppo di Spark,  seguita da Garrak e Deedlit. Parlo prevalentemente di Chronicles of the Heroic Knight visto che è quella che mi è piaciuta di più.

In conclusione lo consiglio caldamente a chi è appassionato di Dungeons & Dragons, e a chi piacciono i cartoni fantasy in generale.

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6
feb

Un piccolo impegno per noi stessi

   Posted by: Sergio   in Diario

Sono stato settimana scorsa con un amico ad un incontro incentrato sul tema dei tumori nella nostra provincia, organizzato da un’associazione volontaria che coopera con un’azienda ospedaliera della zona. Ero indeciso se scrivere o no qualcosa, ma in effetti sono state dette belle cose che danno sicuramente da pensare. Può darsi non abbia capito benissimo e che dica cose non proprio come le hanno dette gli esperti che tenevano il convegno, però qualcosa di buono magari riesco a riportarlo.

Vorrei focalizzarmi sulle due cause principali che ci hanno indicato come causa di tumori: il fumo e l’alimentazione. E’ stata smentita la colpa dell’inquinamento, attribuendole un 2% di peso sullo sviluppo di un tumore rispetto alle due cause menzionate poco fa’ che contano rispettivamente il 30% e il 35% sulla stessa scala. D’inquinamento in effetti se ne parla, c’è ed è inutile negarlo ma non è così micidiale come spesso ci viene raccontato, anzi rispetto ad anni fa’ pur essendo aumentati gli scarichi, grazie a tutte le leggi che sono entrate in vigore sono decisamente meno nocivi.

Sul fumo non mi dilungo troppo. Non ho mai fumato, neanche per provare, e quindi non so cosa si prova nell’accendersi una sigaretta. La trovo una cosa piuttosto stupida in verità, ma non mi sbilancio non avendola provata sulla mia pelle. Ciò che penso è che nel caso in cui fumare una sigaretta dia piacere, bhe ci sono una valanga di altre cose piacevoli e meno dannose, ma ognuno sceglie ciò che gli piace o no alla fin fine. Certo la cosa brutta del fumo è che si influenzano altre persone (su questo aprirò un altro post a breve, non ho voglia di allungare troppo questo qui).

Sull’alimentazione magari mi soffermo un po’ di più, essendo diventato un amante della buona cucina negli ultimi anni. In effetti fino a un paio d’anni fa’ avevo un’alimentazione molto limitata, basata principalmente su carne, fritture e farinacei. Poi ho deciso di mangiare tutto, e sottolinerei il deciso. Non c’era una reale motivazione nel dire “questo non mi piace”, perchè alla fin fine tutto è buono o quantomeno ha un suo sapore. Certo persisto ad avere le mie preferenze, se devo scegliere al ristorante tra una fiorentina o un minestrone scelgo sicuramente la fiorentina. Beh a parte questa lunga introduzione, ci è stato detto al convegno che l’alimentazione varia è importantissima per prevenire i tumori. Mi sono venute in mente una serie di persone (prima di tutti il me stesso di tre anni fa’) che invece hanno un’alimentazione limitata, e mi chiedevo se sanno di questa cosa oppure no. E se la sanno, perchè non provano a migliorare la loro situazione. Essendo stato uno dai gusti difficili e limitati per buona parte della mia vita, sono il primo a poter dire che è tutta un’autoimposizione psicologica quella di evitare determinati cibi. Questo perchè un alimento può essere cucinato in talmente tanti modi, che è impossibile che non ce ne piaccia neanche uno. Ne è stata dimostrazione quando mi mettevano particolari verdure tritate nel sugo della pasta, o ben mascherate: le ho sempre mangiate senza dire che non mi piacevano, perchè non sapevo che erano lì dentro. Ammetto che poi ci sono anche gusti che proprio non si riesce a mandar giù, ma posso dire con estrema certezza che nella maggioranza delle persone che mangiano pochi tipi di cibo (laddove non ci sono allergie ovviamente), il blocco è puramente psicologico e quindi rimuovibile con un po’ di buona volontà e di maturità.

Il tumore è una malattia piuttosto diffusa, ma è anche una malattia contro cui possiamo fare qualcosa in prima persona. Conviene soffermarsi a pensarci, certo a chi è piuttosto giovane sembrerà una perdita di tempo (lo è sempre sembrata anche a me) e congederà la cosa con un “di qualcosa bisogna pur morire”, ma ne vale la pena?
Migliorare un po’ le nostre abitudini di oggi ci può far vivere meglio domani, e non ci costa proprio nulla. E non dobbiamo farlo per qualcuno in particolare, ma per noi stessi e basta. E’ difficile prevedere dove saremo tra trent’anni, potremmo avere una famiglia e vivere felici, o essere soli e depressi a chiederci che ci stiamo a fare al mondo. La differenza fondamentale è che se siamo tristi, a tirarci un colpo siamo sempre in tempo (e con questo voglio sfatare il “di qualcosa bisogna pur morire”), se siamo felici a mantenerci in buona salute per continuare la vita che tanto ci piace non lo si può fare da un giorno con l’altro, e una malattia può portarci via quella felicità.

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4
feb

Where the Hell is Matt?

   Posted by: Sergio   in Youtube

E’ un po’ che volevo pubblicare questo video. Innanzitutto due note preliminari: la prima è da guardare in alta qualità (premere HQ nel menù in basso a destra del box di youtube), la seconda è che il video è da guardare e ascoltare, quindi non tenete le casse spente o perde più della metà. Anche questo è un video piuttosto famoso in realtà, sono io che scopro le cose in ritardo :D Però un paio di parole vorrei spendercele.

La prima volta che l’ho guardato ho pensato che era buffo, poi però mi è venuta voglia il giorno dopo di riguardarlo e alla seconda visione mi ha colpito un po’ di più. E’ difficile spiegare perchè, ma mi da’ una sorta di carica guardarlo quando sto un po’ giù. Forse deriva dal vedere accomunate in qualcosa tante persone di nazionalità, culture, religioni e ideali diversi. O forse è guardare una persona sola che riesce a risvegliarne così tante, non parlo di carisma ma più della sua volontà e il non fermarsi contro lo scoglio del “forse sto facendo una cosa stupida, chissà cosa penserà la gente di me”. Dicevo in apertura che era un po’ che volevo pubblicarlo perchè volevo fare un commento decente, ma non trovavo le parole appropriate. In effetti pure questo non è un commento decente, ma mi vien difficile trovare quelle parole e ho preferito lasciare che ognuno possa leggere il messaggio che preferisce nel video. Alla fin fine è quello che preferisco in ogni campo “artistico”, non apprezzo troppo le guide o chi cerca di inculcarti un messaggio in un’opera d’arte che stai guardando o ascoltando. Tu vedi e senti quello che ti suggerisce la tua mente, tutto quello che vien aggiunto da studiosi (se parliamo di opere antiche) o altre persone lo trovo ampiamente fuorviante.

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27
gen

La Prova di Lehenia

   Posted by: Sergio   in Romanzo

Questo è il primo racconto breve e autoconclusivo che ho scritto incentrato sull’ambientazione del mio romanzo. La protagonista appartiene alla Fratellanza, un popolo piuttosto tradizionalistico che vive in una sorta di isolazionismo e rinnega la magia (per farla breve). Questo personaggio si ritroverà poi nel romanzo in età adulta, questo è un episodio piuttosto significativo del suo passato. L’ho scritto sia perchè mi piace il personaggio in sè, sia per esercitarmi, sia perchè mi piacciono i racconti brevi che fanno da contorno ai romanzi. Ogni critica è ovviamente ben accetta :)

L’avevo pubblicato tempo fa’ su Storydrawer, ma gli ho dato una revisione ora e l’ho sistemato e mi piaciucchia anche un po’ di più. Ho preferito ripubblicarlo qui perchè vorrei tenere tutto sul blog alla fin fine.

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