Wherewolf
Ho provato a giocare a Wherewolf quando, per il mio compleanno di quest’anno, con alcuni amici abbiamo deciso di andare alla ludoteca Contea del Falcone di Lodi. Caso ha voluto che quel giorno si riunisse un gruppo che avrebbe giocato a questo partygame. Il gioco permette di giocare fino a 33 persone, guidate da un master che ha il compito di formare il mazzo di carte e seguire lo sviluppo del gioco. Le carte altro non sono personaggi con ruoli ben precisi ed unici, ed ogni giocatore ne riceve una. Unica regola imprescindibile del gioco è che non bisogna mostrare la propria carta. Si può dire il proprio ruolo, a propria discrezione, si può mentire, ma non si può mai far vedere la propria carta a nessuno.
La trama di Wherewolf consiste in una caccia ai licantropi da parte degli abitanti di un villaggio. Ci sono questi lupi che ogni notte uccidono una persona, e il villaggio ogni giorno manda al rogo un individuo sperando di bruciare il licantropo. Il gioco non ha bisogno di nulla se non delle carte in sè. Durante la fase diurna del giorno i giocatori discutono cercando di indagare e scovare il licantropo, mentre i lupi devono cercare di passare inosservati per poter eliminare di notte gli abitanti del villaggio. A questo poi si aggiungono altre fazioni a complicare la situazione e dando più spessore al gioco. Durante la notte i lupi invece attaccano e uccidono una persona, e altri ruoli hanno i loro poteri speciali da sfruttare su indicazioni del master. Ogni fazione ha il suo scopo ben preciso, e il fine del gioco arriva solitamente quando i lupi sono stati eliminati. A quel punto si fanno i conti delle fazioni in gioco e se hanno raggiunto il loro obiettivo, e viene decretato il gruppo vincente. La cosa simpatica è che non tutti i membri dei vari gruppi si conoscono tra loro giustamente, e questo va a complicare molto le indagini.
Insomma in Wherewolf si parla e basta, non ci sono tiri di dado nè nient’altro. Molto carino come gioco, ci si fanno un sacco di risate e ogni partita risulta molto diversa dall’altra. Il tutto si basa anche sulla correttezza reciproca, perchè nelle fasi di voto su chi mandare al rogo, durante l’attacco dei lupi e durante la notte in generale, tutti i giocatori devono coprirsi gli occhi e non spiare.
Tags: gdr, party game, wherewolf





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