Sono stato settimana scorsa con un amico ad un incontro incentrato sul tema dei tumori nella nostra provincia, organizzato da un’associazione volontaria che coopera con un’azienda ospedaliera della zona. Ero indeciso se scrivere o no qualcosa, ma in effetti sono state dette belle cose che danno sicuramente da pensare. Può darsi non abbia capito benissimo e che dica cose non proprio come le hanno dette gli esperti che tenevano il convegno, però qualcosa di buono magari riesco a riportarlo.
Vorrei focalizzarmi sulle due cause principali che ci hanno indicato come causa di tumori: il fumo e l’alimentazione. E’ stata smentita la colpa dell’inquinamento, attribuendole un 2% di peso sullo sviluppo di un tumore rispetto alle due cause menzionate poco fa’ che contano rispettivamente il 30% e il 35% sulla stessa scala. D’inquinamento in effetti se ne parla, c’è ed è inutile negarlo ma non è così micidiale come spesso ci viene raccontato, anzi rispetto ad anni fa’ pur essendo aumentati gli scarichi, grazie a tutte le leggi che sono entrate in vigore sono decisamente meno nocivi.
Sul fumo non mi dilungo troppo. Non ho mai fumato, neanche per provare, e quindi non so cosa si prova nell’accendersi una sigaretta. La trovo una cosa piuttosto stupida in verità, ma non mi sbilancio non avendola provata sulla mia pelle. Ciò che penso è che nel caso in cui fumare una sigaretta dia piacere, bhe ci sono una valanga di altre cose piacevoli e meno dannose, ma ognuno sceglie ciò che gli piace o no alla fin fine. Certo la cosa brutta del fumo è che si influenzano altre persone (su questo aprirò un altro post a breve, non ho voglia di allungare troppo questo qui).
Sull’alimentazione magari mi soffermo un po’ di più, essendo diventato un amante della buona cucina negli ultimi anni. In effetti fino a un paio d’anni fa’ avevo un’alimentazione molto limitata, basata principalmente su carne, fritture e farinacei. Poi ho deciso di mangiare tutto, e sottolinerei il deciso. Non c’era una reale motivazione nel dire “questo non mi piace”, perchè alla fin fine tutto è buono o quantomeno ha un suo sapore. Certo persisto ad avere le mie preferenze, se devo scegliere al ristorante tra una fiorentina o un minestrone scelgo sicuramente la fiorentina. Beh a parte questa lunga introduzione, ci è stato detto al convegno che l’alimentazione varia è importantissima per prevenire i tumori. Mi sono venute in mente una serie di persone (prima di tutti il me stesso di tre anni fa’) che invece hanno un’alimentazione limitata, e mi chiedevo se sanno di questa cosa oppure no. E se la sanno, perchè non provano a migliorare la loro situazione. Essendo stato uno dai gusti difficili e limitati per buona parte della mia vita, sono il primo a poter dire che è tutta un’autoimposizione psicologica quella di evitare determinati cibi. Questo perchè un alimento può essere cucinato in talmente tanti modi, che è impossibile che non ce ne piaccia neanche uno. Ne è stata dimostrazione quando mi mettevano particolari verdure tritate nel sugo della pasta, o ben mascherate: le ho sempre mangiate senza dire che non mi piacevano, perchè non sapevo che erano lì dentro. Ammetto che poi ci sono anche gusti che proprio non si riesce a mandar giù, ma posso dire con estrema certezza che nella maggioranza delle persone che mangiano pochi tipi di cibo (laddove non ci sono allergie ovviamente), il blocco è puramente psicologico e quindi rimuovibile con un po’ di buona volontà e di maturità.
Il tumore è una malattia piuttosto diffusa, ma è anche una malattia contro cui possiamo fare qualcosa in prima persona. Conviene soffermarsi a pensarci, certo a chi è piuttosto giovane sembrerà una perdita di tempo (lo è sempre sembrata anche a me) e congederà la cosa con un “di qualcosa bisogna pur morire”, ma ne vale la pena?
Migliorare un po’ le nostre abitudini di oggi ci può far vivere meglio domani, e non ci costa proprio nulla. E non dobbiamo farlo per qualcuno in particolare, ma per noi stessi e basta. E’ difficile prevedere dove saremo tra trent’anni, potremmo avere una famiglia e vivere felici, o essere soli e depressi a chiederci che ci stiamo a fare al mondo. La differenza fondamentale è che se siamo tristi, a tirarci un colpo siamo sempre in tempo (e con questo voglio sfatare il “di qualcosa bisogna pur morire”), se siamo felici a mantenerci in buona salute per continuare la vita che tanto ci piace non lo si può fare da un giorno con l’altro, e una malattia può portarci via quella felicità.
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