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Echi del 2008

   Scritto da: Sergio in Diario

Oggi scrivo giusto per voglia di scrivere. Probabilmente questo sarà l’ultimo post di diario del 2008, quindi raccoglie un po’ il suono e il significato dei pensieri dell’anno morente.

Questo Natale ormai passato mi è piaciuto particolarmente. Mi è piaciuta tutta la fase di preparazione dei regali, cosa che l’anno prossimo inizierò a fare un po’ più presto magari, e mi è piaciuto il pranzo con la famiglia. Ho ricevuto bei regali, uno dei quali ha un “potere” piuttosto particolare. Difficile dire cosa intendo per potere, può risiedere in un oggetto, in un’azione o in una persona, è forse la capacità di suscitare sensazioni forti. Oltre ai regali mi han fatto particolarmente piacere i bigliettini d’auguri.

Questo è molto probabilmente l’ultimo vero e proprio Natale che festeggio come tale, dall’anno prossimo ci saranno per me lievi differenze seppur non mancherò al pranzo con la famiglia, nè allo scambio dei regali. Lo spirito natalizio penso proprio che rimarrà invariato, anche se cambierà per me il significato della festa in sè.

Il Natale è passato e l’ultimo dell’anno incombe, ed è ora di mettere in atto la scelta che mi ero posto per l’anno a venire. Non è una decisione presa con piacere ma va presa oggettivamente parlando. Ho steso durante questo dicembre una lista di cose che mi piacerebbe fare nel 2009: un corso d’inglese un po’ serio atto a prendermi una certificazione europea (sarebbe bello il cpe, ma non so se ce la farò), un corso di ballo (anche se su questo sono molto in dubbio), un’associazione volontaria con fini pressochè naturalistici (e per ora ho adocchiato solo il wwf), dedicarmi finalmente al giapponese, finira il romanzo, e altre cose che ora non mi sovvengono. Non è che voglio farle proprio tutte tutte, anche perchè sarebbe impossibile mi sa a livello di tempo. Sono solo spunti di cose che mi piacerebbe fare. Per farle dovrò superare i miei soliti scogli: l’insicurezza su tutti, ma anche tutti quelli più piccoli. Impegnarmi in queste cose e portarle alla conclusione è parte di quella decisione che devo mettere in atto, quindi mi tocca.

Questa scelta possiamo vederla divisa in due parti fondamentali: quella di impegno e costruttiva, che è quanto ho scritto qui sopra, e quella di rinuncia. C’è chi dice che rinunciare non è mai la cosa più giusta da fare, c’è chi dice invece che bisogna saper quando rinunciare, e c’è chi dice che è meglio rinunciare che sprecare energie continuando a perseverare. Un po’ per tutti i gusti insomma, io in questa borsa di perle di saggezza sulla rinuncia, mi son costruito la mia personale idea: trovo giusto rinunciare quando perseverare ti fa perdere irremediabilmente degli obiettivi. Se inseguire la meta porta a perdere molte possibilità, forse è meglio tralasciarla e puntare a risultati più vicini. Quindi sì, trovo giusto rinunciare, arrendermi, in questo caso, a ben guardare con un pizzico di oggettività è la cosa migliore per me in primo luogo.

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This entry was posted on lunedì, dicembre 29th, 2008 at 13:44 and is filed under Diario. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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