*pluf*
Stamattina ero un po’ in ritardo nell’uscire di casa, ma ciononostante mi son detto: “ieri ho avuto veramente freddo a tornare alla macchina, va che salgo a recuperare berretta e guanti”. Non l’avessi mai fatto, volendo esagerare potrei chiamarlo l’inizio della fine. Arrivato nella via dove parcheggio abitualmente ho trovato un posticino più vicino del solito, mi risparmiava un tre/quattro minuti a piedi. Tra l’altro era pure un posto dannatamente facile, niente parcheggio a S, era l’ultimo della fila e quindi non necessitava di manovra. Insomma parcheggio soddisfatto di aver recuperato il ritardo, scendo, chiudo lo sportello, e pluf. Manco la toppa con la chiave che mi scivola di mano, finendo dritta dritta nell’unico tombino nel raggio di cinquanta metri. Resto lì a guardare il tombino mentre riesco a pensare solo “non ci credo”, e dopo qualche momento mi riattraversa la mente la prima scena in cui si vede Giovanni in Così è la vita. Dopo vani tentativi di recupero, ho rinunciato e ho chiamato a casa per farmi portare la chiave di riserva nella pausa pranzo. Cala così il siparietto di questo stralcio di mattinata.
In realtà pensavo che in una situazione simile mi sarei arrabbiato molto di più e mi sarei incarognito per tutta la giornata, invece l’ho buttata subito sul ridere alla fin fine. Non è nulla di grave, non vale la pena prendersela. Certo che sembra proprio l’apertura di una commedia, forse è stato proprio questo pensiero a farmela prendere bene. Insomma speriamo che non mi portino via la macchina, se entrano tanto possono prendersi solo la ventosa del navigatore nel cruscotto e le Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi, che da ormai più di un anno assolve il ruolo di fermacarte sul sedile posteriore. Quasi quest’ultimo fanno un piacere a portarmelo via a ben guardare.
Passo e chiudo annunciando che ho pubblicato ieri il quinto capitolo, non gli faccio un post dedicato nella sezione apposita ma mi limito a linkarlo: aprimi e leggimi!





2 comments so far
Leave a reply