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nov

Carmilla

   Scritto da: Sergio in Libri e Manga

carmillaIl libro me lo ha consigliato Viviana, un’amica con cui giocavo tempo fa su un server di Ultima Online, e devo dire che è stato davvero un consiglio azzeccato. Erano i primi giorni di luglio ed ero alla ricerca di qualcosa da leggere riguardante i vampiri. Avevo cercato senza successo nelle librerie i primi volumi di Ravenloft. Ero lì lì per comprarli online, ma poi ho deciso di chiedere consiglio a Vivì che mi ha dissuaso consigliandomi piuttosto o Carmilla, o Dracula di Bram Stoker. Optai per Carmilla perchè non ne avevo mai sentito troppo parlare ed ero incuriosito.

Arriviamo alla parte un po’ più tecnica. Carmilla è stato scritto da Joseph Sheridan Le Fanu nel 1872. Ebbene sì, è antecedente a Dracula di Bram Stoker (1897) ed alcuni dicono sia un po’ le basi su cui poi Stoker ha scritto il suo romanzo gotico. Detto ciò bisogna fare un doveroso appunto: in Carmilla non si ritrova una storia particolarmente articolata, e c’è un’ignoranza talvolta imbarazzante nei personaggi sul vampirismo. Letto con occhi dei nostri giorni può sembrare banale, ma letto guardandolo come uno dei primissimi libri incentrati sulla figura del vampiro assume un valore letterario notevole.

Ora si rischia di finire nello spoiler, quindi se non avete letto il libro e avete intenzione di farlo forse è meglio che vi fermiate qui. Il libro è piuttosto breve, è classificato come racconto lungo difatti quindi non porta via troppo tempo leggerlo e mi sento di poterlo consigliare a tutti.

Non mi soffermerò troppo sulla storia, ma qualche accenno lo faccio. Il racconto è ambientato nella Stiria, dove vive la protagonista della vicenda: Laura. Laura vive in un castello lontano da centri abitati e altre rocche con il padre e la servitù. Questa lontananza da altre persone è piuttosto sentita da Laura, che aspetta con trepidazione l’estate che trascorrerà con la figlia del generale Spieldorf, che tuttavia muore prematuramente. A compensare dopo un incidente con un carro alle porte del castello, viene ospitata nel loro castello Carmilla in attesa che sua madre, impegnata in un viaggio d’affari molto urgente, torni a prenderla. Da qui si sviluppa la storia di controverso amore e dannazione tra Carmilla e Laura, sua preda speciale.

Trama a parte quello su cui volevo fermarmi a discutere è il personaggio di Carmilla, uno dei più belli che abbia mai incontrato in un libro. Mi è piaciuto molto come della figura del vampiro non sia stata esaltata la parte sanguinaria e violenta, ma quella dannata e maledetta. Gli omicidi di Carmilla, visti come il suo nutrimento, non vengono mai descritti ma se ne sente solo parlare dalle voci che arrivano al castello dal villaggio più vicino. La preda più vicino che ha è Laura, per la quale però arriva a provare una sorte di amore morboso che la porta a non vedere Laura come nutrimento. Una frase da lei pronunciata infatti dice:

“…il tuo cuoricino è ferito; non considerarmi crudele perchè obbedisco all’irresistibile legge della mia forza e della mia debolezza; se il tuo cuore adorato è ferito, il mio cuore impetuoso sanguina insieme al tuo. Nell’estasi della mia enorme umiliazione io vivo nella tua calda vita e tu morirai…morirai, morirai con dolcezza…nella mia … e conoscerai l’estasi di quella crudeltà che pure è amore…”

E’ piuttosto indicativa sullo stato di Carmilla. Il conflitto costante tra necessità e desiderio, tra nutrimento e amore che la rende una dannata. Questa dannazione è anche rappresentata dai nomi che ha usato nel corso della storia. In origine era la contessa Mircalla Karnstein, appartenente a una famiglia sanguinaria, e nel corso del tempo ha sempre usato anagrammi del suo nome forse per non perdere la sua identità e avere qualcosa di concreto a cui rimanere legata. Si è fatta chiamare Millarca quando ha avvicinato e ucciso la figlia del Generale Spieldorf, e Carmilla quando ha avvicinato Laura.

La storia di Carmilla è anche abbastanza triste. All’incirca duecento anni prima degli eventi del libro, Carmilla (a quell’epoca Mircalla appunto) si innamorò perdutamente di un antenato del Barone Vonderbug (colui che a fine del libro ucciderà Carmilla). Tuttavia essendo piuttosto cagionevole di salute, Mircalla morì prematuramente e divenne vampira. Stando a Le Fanu infatti alcuni vampiri potevano nascere anche in circostanze simili. L’antenato di Vonderbug sapeva cosa fossero i vampiri e come ucciderli, ma il forte amore che provava per la contessa gli impedì di ucciderla e anzi nascose la sua tomba. Solo molti anni dopo, al concludersi della sua vita si rese conto del tragico errore che aveva fatto e di come la Mircalla di cui era innamorato era morta molto tempo prima, e quella che ora imperversava la Stiria fosse in realtà soltanto un mostro con il suo aspetto. Così lasciò scritto ai suoi posteri il suo errore, e il luogo dove la tomba era celata.

Tornando al personaggio in sè, l’ho trovato molto caratterizzato e approfondito psicologicamente. La visione che da’ Le Fanu del vampiro è quella che per ora più mi è piaciuta tra le mie letture.

La figura di Carmilla è stata inserita in molti contesti, da film a videogiochi, ma in nessuno di quelli che ho visto e letto io ho ritrovato la stessa figura che mi ero immaginato nel libro (e non citiamo la puntata di yu-gi-oh in cui è stata inserita una vampira chiamata Carmilla che è davvero una cosa vergognosa).

Concludo consigliando il libro a tutti, merita davvero di essere letto. Io credo me lo rileggerò presto in inglese, ho avuto la fortuna di trovare la versione in entrambe le lingue.

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This entry was posted on martedì, novembre 18th, 2008 at 10:30 and is filed under Libri e Manga. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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