Finalmente un articolo in cui parlo bene di qualcosa, era da un po’ che non succedeva mi sa. Il titolo in questione è un gioco di ruolo, solo single player, della Bioware, casa già abbastanza navigata nel settore (Baldur’s Gate, Neverwinter Nights – solo il primo con le sue espansioni -, etc). E devo dire che con Dragon Age ha creato un vero e proprio gioiellino del genere, era da veramente tanto che un gioco non mi prendeva così bene.
Partiamo dalla creazione del personaggio. Si può scegliere tra tre razze: umani, nani e elfi. La razza ha dei bonus marginali e più che altro influenza l’atteggiamento dei png.
Passando alle classi ne abbiamo tre generali: guerriero, mago e ladro. Ciascuna poi ha 4 specializzazioni che se prese danno qualche bonus e talenti extra da scegliere. Per sbloccare una specializzazione tuttavia bisogna prima trovare o qualcuno che la insegni (compagni di gruppo di solito) oppure dei tomi sparsi per il mondo.
Dopo di questo si scelgono abilità e talenti. Ogni tot livelli si prende un punto abilità sceglibile tra una decina. Ciascuna abilità ha 4 gradi di esperienza, quindi se si vuole portarne una al massimo bisognerà spenderci 4 punti. Le abilità sono uguali per tutte le classi, tuttavia si riesce a portarne in alto ben poche quindi bisogna sceglierle con attenzione.
I talenti invece sono uno per livello e sono prettamente inerenti al combattimento. Sono divisi per categorie e la classe scelta influenza direttamente i talenti selenzionabili (ossia un guerriero non può prendere talenti di incantesimi e via dicendo).
Infine si sceglie, in base alla combinazione di razza/classe) il blackground del personaggio tra i 5 disponibili. Questo cambia l’area iniziale e i rapporti con alcuni png incontrati lungo il cammino. Molto carina come cosa devo dire, anche se poteva essere sfruttata molto di più immagino.
Venendo alle meccaniche ho trovato, forse per inesperienza, parecchia difficoltà per tutta la prima metà del gioco (anche perchè mi sono giocato l’unica curatrice che si incontra… ). Poi invece è stato abbastanza facile, anche se gli scontri con i vari boss sparsi per il mondo li ho trovati tutti abbastanza impegnativi. Un buon livello di difficoltà per la prima partita insomma, e la annovero tra le cose apprezzabili.
Il gruppo con cui si viaggia è formato da 4 elementi, e io ho cercato di tenere sempre due guerrieri, un mago e un ladro per conservarlo bilanciato. E’ possibile mettere in pausa durante lo scontro per dare ordini ai propri compagni, e in più gli si può assegnare un comportamento generico attraverso gli slot di tattica (che aumentano con il salire di livello o spendendo punti abilità). Comportamento piuttosto personalizzabile, ben fatta anche questa come cosa seppure non l’ho sfruttata un granchè.
Come storia e trama, mi è piaciuta e a tratti mi ha fatto sentire un po’ l’odore di Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Forse non è complicatissima in fin dei conti, ma molto piacevole da seguire. Davvero notevole invece la caratterizzazione dei personaggi del gruppo. Il gioco lascia tutto sommato una buona liberà d’azione nei termini di decisioni, e le decisioni hanno buone ripercussioni sull’andamento della trama, sul comportamento dei personaggi e sulle possibilità che aprono. L’ambientazione è davvero ben fatta e dettagliata, e non è banale nè stereotipata secondo i canoni fantasy. Pare ci siano anche parecchi finali, io ne ho fatto solo uno ovviamente (e uno dei più criticati dai giocatori da quel che ho visto) e mi è piaciuto parecchio. Ha il suo senso logico e intrepretativo, ed è una cosa che purtroppo nei finali si vede sempre più di rado.
Concludo segnalando che è possibile acquistare tra l’altro contenuti extra sul sito della bioware e aggiungere così trame e sottotrame al gioco, per ora son pochi ma se sfruttata bene questa cosa potrebbe dar un buon seguito a un gioco che è sprovvisto del multigiocatore, cosa fondamentale temo ai giorni nostri…
Un gioco veramente ben fatto e che ho già voglia di rigiocare con un altro personaggio in attesa dell’arrivo dell’espansione.